«E così vai in America?»
È questa la domanda che più mi sono sentito porre quest’estate, quando raccontavo che di lì a poco sarei partito per la Georgia. Ma non ho sorvolato l’Oceano Atlantico. Sono partito alla volta di Tbilisi, in quell’angolo di Europa in terra d’Asia chiamato Georgia o, in lingua locale, Sakartvelo (საქართველო).
Ora l’estate si avvia alla conclusione, e quale miglior momento dell’anno per cominciare a pensare alle prossime vacanze? Ebbene, se siete indecisi su quale sarà la meta del vostro prossimo viaggio, ecco dieci buoni motivi per andare in Georgia.


La posizione

La Georgia è un ex repubblica socialista sovietica in cui sventolano in ogni dove bandiere dell’Europa, sebbene non sia ancora entrata nell’Unione Europea. È un paese a metà tra due continenti, nel cuore del Caucaso. Da sempre crocevia di popoli (per la Georgia passava la via della Seta) è ancora oggi tappa obbligata per chi vuole spostarsi dalla Russia alla Turchia, dal Mar Caspio al Mar Nero, dal Medio Oriente all’Europa dell’Est.


La cultura

Proprio grazie a questa posizione privilegiata, la Georgia è da sempre crogiolo di culture. Sul suo territorio si conservano i fasti e le ferite lasciate dalle diverse epoche storiche che l’hanno vista protagonista. Le testimonianze di coloro che sono transitati per quei luoghi si svelano a ogni angolo. Dal mito del vello d’oro secondo cui Giasone transitò per la regione della Colchide fino al dominio sovietico; dai fasti della dinastia Bagration fino alla ferite aperte del conflitto del 2008, in Ossezia del Sud. Oggi la Georgia conserva numerosi siti patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, sia materiali sia immateriali.


La lingua

Tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità UNESCO appartenenti alla Georgia c’è il suo alfabeto. Anzi, i suoi alfabeti. Ne esistono tre: AsomtavruliNuskhuri e Mkhedruli (quello usato tuttora). A influenzare maggiormente la scrittura georgiana sarebbe stato il greco. Sarebbero stati creati, infatti, in un periodo in cui l’influenza greca era molto sentita (ecco, di nuovo, il melting pot culturale), da Farnabazo I d’Iberia.

Il georgiano è la lingua ufficiale del Paese. Da circa quindici anni a questa parte, però, nelle scuole viene insegnato l’inglese e non più il russo. Ciò ha reso la Georgia ancor più cosmopolita: la capitale, Tbilisi, è ormai bilingue e si riesce a spostarsi e comunicare tranquillamente in inglese. Anche in questo senso, è una meta ideale.


La vita notturna

Giovane, cosmopolita, hipster: è questa la sensazione che ti lascia Tbilisi dopo aver speso qualche giorno in città. Di notte, si accende: la parte antica si svela come un presepe arroccato sulla roccia. Edifici e monumenti moderni quali il ponte della Pace (realizzato dall’architetto italiano Michele De Lucchi) o la torre radio, si illuminano di luci colorate e cangianti. I dehor dei bar sono personalizzati con fili di luci decorative che donano un’atmosfera bohémien alle vie. Locali e negozi sono aperti fino a tarda sera e le strade sono popolate dalla gioventù georgiana. Only good vibes!


Il vino

E quale miglior contesto per bere del buon vino? Se lo chiedi a un georgiano, ti dirà che l’hanno inventato loro. Ed effettivamente le prime testimonianze archeologiche legate alla viticoltura si trovano in Cina (datate 7.000 a.C.) e in Georgia (datate 6.000 a.C.). Dalla notte dei tempi fino al giorno d’oggi la coltivazione dell’uva e la produzione del vino caratterizzano la Georgia. A tal punto che non stupisce trovare decorazioni d’ispirazione vitivinicola anche sugli edifici religiosi, a fianco alle iconografie sacre. Tipici georgiani sono i kwevri, enormi otri in terracotta usati per la fermentazione del vino. Da provare il Seperavi!


La cucina

Con cosa accompagnare il vino? Avrete l’imbarazzo della scelta. La cucina georgiana è varia e, soprattutto, deliziosa. Immancabile il khachapuri, la focaccia tipica che varia leggermente la sua ricetta e il suo ripieno a seconda della zona in cui ci si trova. Particolari i khinkali, ravioli ripieni di carne da mangiare con le mani. Sì, perché il loro buono è il brodo racchiuso all’interno che andrebbe perso se tagliati con forchetta e coltello Bisogna quindi prenderli, mangiarne una piccola parte e poi succhiarne o berne il ripieno prima di passare al macinato. Valutate invece di scartare il ricciolo di pasta. Abbiamo poi i badrijani, melanzane fritte arrotolate e ripiene; i phkali, polpette speziate a base di spinaci o erbe; i soko kecze, funghi al forno ripieni di formaggio; i churchkhela, dolciume tipico realizzato con frutta secca immersa in succo d’uva addensato.


Il paesaggio

Dopo un delizioso pranzetto, meglio fare una passeggiata: la Georgia vi stupirà con un territorio eterogeneo e meraviglioso. Nel nord si staglia il Caucaso, con i suoi sorprendenti paesaggi montani in cui spiccano le nevi e i ghiacciai perenni. A ovest abbiamo la regione costiera che si affaccia sul Mar Nero. A sud-est, il semi deserto, con il suo clima asciutto. Il centro della Georgia è, invece, verdeggiante, con colline morbide e boschive, puntellate dalle tipiche case di forma quadrata con tetti in lamiera che svettano, bianchi e lucenti, tra il verde scuro del paesaggio.


La storia

Un viaggio in Georgia è anche un’esperienza necessaria, doverosa. Così come altri Paesi limitrofi, la Georgia è spesso ingiustamente dimenticata. Confusa con la sua omonima statunitense, incastonata in quell’angolo di mondo sospeso tra Europa e Asia, è troppo spesso inascoltata. Quando visiterete Tbilisi, fate tappa al Museo Nazionale della Georgia: lì troverete la sala dell’Occupazione, uno spazio che ripercorre la triste storia di persecuzioni e repressioni subite dalla Georgia nel corso dei secoli e in particolare dall’Unione Sovietica, tra il 1921 e il 1991. Ma la Georgia piange ancora oggi: aperte sono ancora le questioni di Abcasia e Ossezia del Sud.


Le persone

Ma a conquistarvi, saranno soprattutto i georgiani: una popolazione giovane, sorridente, accogliente. Fortissimi sono il loro senso di appartenenza e l’amore per la Georgia che non mancheranno di trasmettervi. Sarà il ricordo più bello che porterete a casa.


I costi

Infine, uno sguardo ai costi: la vita in Georgia è piuttosto economica. La moneta è il lari georgiano: tre lari valgono circa un euro. A pesare sulle spese potrebbero essere i voli aerei (dall’Italia è necessario cambiare, solitamente a Istanbul). Giunti in Georgia, però, potrete vivere una vacanza indimenticabile salvaguardando anche il portafoglio.

Per organizzare il mio viaggio mi sono affidato a Boscolo che, a sua volta, si è appoggiata a Visit Georgia

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